Menu
RSS

facebooktwitteryoutubehuntingbook

Cacciando.com

Cacciando.com

Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

FIDC: IL TUO IMPEGNO PER LA TUA PASSIONE - RACCOLTA ALI MORIGLIONE

Moriglione in volo

Come noto a tutti i cacciatori da quest’anno alcune regioni hanno vietato la caccia al moriglione e altre hanno limitato fortemente il prelievo. Federcaccia sta lavorando a tutti i livelli, regionale, nazionale ed europeo per scongiurare le pressioni di sospensione della caccia alla specie che sono pervenute dalla Commissione Europea e di seguito dal Ministero dell’Ambiente. Per queste azioni di difesa della caccia è necessario sostenere con dati tecnici e scientifici le nostre tesi.
Da questa stagione l’ ACMA e Federcaccia Studi e Ricerche Faunistiche e Agro Ambientali cominciano la raccolta delle ali del moriglione in tutta Italia. Lo scopo è conoscere i rapporti di età (numero di giovani) e di sesso presenti nel campione di uccelli abbattuti dai cacciatori. Ci rivolgiamo in primo luogo ai cacciatori specialisti di anatidi, che abbattono moriglioni nei loro appostamenti fissi o temporanei. In allegato le istruzioni per la raccolta e l’invio del materiale biologico. Per qualsiasi dubbio ti invitiamo a contattare la Segreteria scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., oppure il Dr. Michele Sorrenti (3665616364), oppure il Dr. Marco Fasoli (3470557445).

 

GESTIONE DEL TERRITORIO E DEL PATRIMONIO FAUNISTICO: FIDC UMBRA RIVENDICA UN RUOLO DA PROTAGONISTA

federcaccia

Federcaccia Umbra, in rappresentanza e a tutela dell’intero mondo venatorio regionale, ha di recente formulato alla Regione le seguenti richieste, volte a un più corretto rapporto tra la figura del cacciatore e le istituzioni:

Riguardo il nuovo Piano faunistico-venatorio regionale, Federcaccia rivendica il ruolo centrale delle associazioni venatorie. Tale ruolo è fondamentale per la gestione e l’attuazione del nuovo Piano, e va riconosciuto in ottemperanza a quanto dettato dalla legge quadro nazionale 157/92, che demanda la gestione faunistica degli Ambiti territoriali di caccia “alle associazioni venatorie, agricole, ambientaliste e ai rappresentanti degli enti locali”. Pertanto rivendichiamo un tavolo permanente in Regione, per discutere dei temi legati alla caccia e alla gestione della fauna selvatica
Chiediamo una scadenza certa, una data fissa ricorrente ogni anno, per la presentazione delle domande relative alle Aree temporanee di rispetto, zone di ripopolamento e cattura e altri istituti che prevedono l’interdizione temporanea dell’attività venatoria, onde evitare tabellazioni improvvise a stagione ormai in corso. Chiediamo altresì una rete di zone interdette al prelievo venatorio che sia omogenea, chiara e gestita dai cacciatori
Pretendiamo che ci sia uniformità delle convenzioni tra concedenti (Regione e Atc) e conduttori delle Zone di ripopolamento e cattura così come delle Aree temporanee di rispetto, in maniera tale che da Città di Castello fino a Calvi dell’Umbria si venga trattati in maniera uguale in tutti e tre gli Atc regionali. In particolare per i tre Ambiti umbri, chiediamo uniformità dei loro statuti.
Riguardo la vigilanza, chiediamo l’istituzione di due coordinamenti provinciali delle guardie volontarie delle varie associazioni, per una corretta tutela del patrimonio faunistico e ittico
Capitolo a parte merita il cinghiale: pretendiamo entro tempi congrui la redazione di un piano di gestione di questa specie che sia al passo coi tempi, che dia numeri certi e non quelli del lotto. A tal proposito Federcaccia Umbra si è costituita ad adiuvandum nel ricorso promosso dalle squadre di caccia al cinghiale ricadenti nell’Ambito territoriale di caccia Perugia 1, datato ottobre 2018 e tuttora in attesa di essere discusso. Lo abbiamo detto e ribadito più volte: secondo noi non ha senso aumentare i costi dell’iscrizione delle squadre senza una seria pianificazione del territorio e delle sue risorse faunistiche. Gli accordi del 2015, che fissavano in 250 euro il contributo che ogni squadra di caccia al cinghiale doveva pagare, per partecipare alle spese di gestione di questa forma di caccia, sono stati violati lo scorso anno dall’Atc Pg1, con un aumento di 25 per ciascun cacciatore. Quest’anno il surplus è sceso di 15 euro, fissandosi a 10: una richiesta comunque priva di fondamento tecnico, a fronte – peraltro – di un piano di abbattimento che la scorsa stagione si è rivelato eccessivo di almeno il 40% dei capi. Se si devono mettere le mani nelle tasche dei cacciatori, lo si deve fare solamente per progetti mirati, per il bene del mondo venatorio e della biodiversità. Ma senza una progettazione non tolleriamo simili prepotenze e, pertanto, ci siamo costituiti al fianco delle squadre nel ricorso contro l’Atc Pg 1.
Sempre a proposito di caccia al cinghiale, infine, Federcaccia umbra chiede la normalizzazione dell’assegnazione dei settori, attraverso un sistema che resti valido per almeno tre, se non cinque stagioni, onde limitare conflitti tra le varie quadre.

Arci Caccia Puglia: Unità, verità per superare i complessi di inferiorità…

arcicaccia logo co1

In merito alle recenti vicende pugliesi il Presidente Regionale e Vice Presidente nazionale Avv. Giuseppe De Bartolomeo ha dichiarato:

“L’amarezza è stata dei cacciatori, che hanno visto la fuga della Federcaccia, prima dall’accordo unitario sulla polizza assicurativa, poi dagli eventi fieristici che avevano visto Federcaccia, Arci Caccia ed ANNU condividere il medesimo spazio, e poi dal cartello delle associazioni venatorie costituitesi davanti al TAR Bari per resistere ai ricorsi della VAS.

Quello che emerge, da una serena rilettura dei comunicati della Federcaccia Puglia, è il comune denominatore che ha portato ad anteporre appropriazione di paternità e rivendicazioni di merito della Federcaccia, agli interessi dei cacciatori.

Scevri da polemiche, non possiamo che evidenziare, con atti alla mano, che la volontà di Federcaccia, anche questa volta, sia stata quella di “andare da sola”.

Anche la paternità della costituzione del cartello è da respingere al mittente, atteso che, l’accordo unitario si è stretto su volontà unanime di tutti i presidenti regionali e non vi è stata alcuna miccia ispiratrice.

Sulla dispendiosità poi del doppio incarico legale, si vuole volutamente sorvolare, sulla “inutilità” della nomina del secondo avvocato invece, non può essere sottaciuto che Federcaccia aveva già (a questo punto “inutilmente”) nominato un secondo avvocato in tutti gli altri giudizi amministrativi, unitamente alle altre associazioni venatorie, peraltro con ottimi risultati.

Non si vuole additare qualcuno o mettere alla gogna qualcun altro, né tento meno parlare male di dirigenti di associazioni venatorie, si prende atto solo di una “uscita dal seminato” di Federcaccia, quello stesso seminato di cui essa stessa rivendica impropriamente la genesi.

Purtroppo la via dell’unità sembra ormai smarrita da questa associazione in regioni, province, ATC. Noi lavoriamo unitariamente per continuare e migliorare quanto di buono già fatto nei mesi scorsi. L’ARCI Caccia è impegnata a proseguire con impegno nel cartello unitario senza prime donne, e auspica che quanto accaduto sia da ascrivere ad un mero sbandamento. L’auspicio è che si possa continuare a difendere i diritti dei cacciatori, con una attività di comune collaborazione permanente abiurando strumentalizzazioni e opportunismi del momento. Viva la caccia.

Veglie, 18 novembre 2019

Federcaccia al fianco degli agricoltori

federcaccia

La prima associazione venatoria del Paese è solidale con Coldiretti e il settore agricolo nella sua richiesta alla politica per soluzioni concrete ai problemi causati dalla fauna selvatica

Roma, 7 novembre 2019 – “Questa mattina a Roma si svolge la manifestazione indetta da Coldiretti davanti a Montecitorio per il problema dei danni alle produzioni agricole e al patrimonio zootecnico arrecati dalla fauna selvatica.

Federazione Italiana della Caccia è solidale con gli agricoltori italiani che reclamano modifiche e innovazioni legislative atte a favorire la risoluzione del problema e a consentire che una risorsa rinnovabile, quale è la fauna selvatica se correttamente gestita, possa divenire anche una risorsa economica e non essere più solo un problema. I cacciatori sono impegnati da sempre in aiuto al mondo agricolo prestando gratuitamente la loro opera in azioni di prevenzione, ma è necessario che anche lo Stato faccia la sua parte fornendo gli strumenti legislativi adatti.

Per questo Federcaccia è con Coldiretti e con gli agricoltori e gli allevatori italiani”.

Così il presidente nazionale Massimo Buconi a commento della manifestazione in programma questa mattina nella Capitale.

Ufficio Stampa Federazione Italiana della Caccia

Arci Caccia Toscana: approvato un emendamento venatorio alla circolazione fuoristrada


Buone notizie per i cacciatori toscani, questo emendamento proposto dal Consigliere Regionale senese Simone Bezzini è stato recentemente approvato, facilitando non poco la vita dei cacciatori che per raggiungere appostamenti o luoghi di caccia necessitano di transitare su piste forestali.

Al Presidente del Consiglio Regionale

Oggetto: Proposta di Emendamento alla PDL n. 407 (Interventi normativi relativi alla seconda variazione al bilancio di previsione 2019-2021).

Emendamento

Dopo l’articolo 53 della Pdl n. 407, nel Capo II bis (Disposizioni in materia di circolazione fuori strada dei veicoli a motore) introdotto con il presente emendamento, è inserito il seguente:

“ Capo II bis

Disposizioni in materia di circolazione fuori strada dei veicoli a motore

Art. 53 bis

Circolazione fuori strada dei veicoli a motore. Inserimento dell’articolo 28 quinquies nella l.r. 3/1994.

1. Dopo l’articolo 28 quarter della legge regionale 12 gennaio 1994, n. 3 è inserito il seguente:

‘Art. 28 quinquies.

Circolazione fuori strada dei veicoli a motore per attività faunistico-venatorie e venatorie.

1. Per lo svolgimento delle attività faunistico-venatorie e venatorie i comuni possono individuare nel proprio territorio percorsi fissi, in deroga a quanto stabilito nell’articolo 2 della legge regionale 27 giugno 1994, n. 48 (Norme in materia di circolazione fuori strada dei veicoli a motore), nei quali sia consentita la circolazione fuori strada di veicoli a motore.

2. L’individuazione è fatta secondo i criteri di cui all’articolo 6, comma 2, della l.r. 48/1994.

3. I comuni individuano i percorsi previo consenso dei proprietari e conduttori dei fondi e, per le aree protette, del soggetto gestore.

4. Il comune rilascia gratuitamente, per i casi di cui al comma 1, apposito contrassegno di autorizzazione al transito.’”.

Conseguentemente, nel preambolo, dopo il punto 34 del “considerato” è inserito il seguente:

“34 bis. Alla luce della positiva applicazione delle disposizioni riguardanti la circolazione fuori strada dei veicoli a motore per attività faunistico-venatorie e venatorie riscontrata nel triennio di vigenza della l.r. 10/2016, è opportuno permettere in via ordinaria ai comuni di individuare nel proprio territorio percorsi fissi nei quali sia permessa la circolazione fuori strada dei veicoli a motore per lo svolgimento di tali attività;”

RELAZIONE

Con il presente emendamento, osservata la positiva applicazione delle disposizioni riguardanti la circolazione fuori strada dei veicoli a motore per attività faunistico-venatorie riscontrata nel triennio di vigenza della l.r 10/2016 (Legge obiettivo per la gestione degli ungulati in Toscana), si propone, mediante apposita modifica alla l.r. 3/1994, di consentire in via ordinaria ai comuni di individuare nel proprio territorio percorsi fissi nei quali sia concessa la circolazione fuori strada dei veicoli a motore per lo svolgimento delle attività faunistico-venatorie e venatorie.

Normative

Ambiente

Enogastronomia

Attrezzatura