ARMI & CALIBRI PER LA CACCIA ALL’ORSO
- Scritto da Marco Benecchi
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Le tecniche usate per cacciare l’orso bruno europeo sono sostanzialmente tre: alla tana, in battuta e all’aspetto ma, viste le abitudini prevalentemente notturne dell’orso, quella che garantisce la più alta percentuale di successo e che allo stesso tempo permette di valutare con precisione il capo da abbattere (cosa fondamentale nella caccia selettiva), è l’aspetto al carnaio da un’altana chiusa. Una volta si praticava durante il periodo di luna piena in inverno, prima che l’orso vada in letargo, e a primavera, subito dopo il risveglio. Ora, con l’avvento dei modernissimi mirini notturni, forse sarebbe meglio insidiarlo senza che ci sia addirittura nessuna luce lunare. L’appostamento si pratica in prossimità di esche, collocate in punti strategici, alimentate tutto l’anno con carcasse di animali domestici (equini o bovini), granturco, biada, pane duro e con mangimi derivati dal pesce. Le altane per la caccia all’orso sono per tradizione un piccolo capolavoro di architettura. In meno di tre metri per tre trovi: un letto, due comode poltrone, un piccolo pensile con l’occorrente per rifocillarsi durante la notte, (frutta fresca, creckers, bibite, liquori, ecc), un sistema di batterie ricaricabili per alimentare uno o più fari alogeni, una stufa a gas, coperte e indumenti di ricambio. Per chi ha problemi di “incontinenza” sono disponibili persino delle bottiglie di plastica!! Come sistemazione potrebbe sembrare di una comodità esagerata ma, credetemi, non è così. Dove si pratica la caccia all’orso fa molto freddo, specialmente di notte, e la regola impone di salire sulla Ceka prima dell’imbrunire per poi ridiscenderne soltanto alle prime luci dell’alba, a volte dopo 9 – 10 ore di attesa. La posta si trova vicinissima al carnaio, spesso a meno di cinquanta metri, per questo motivo niente deve essere lasciato al caso, perché gli acutissimi sensi dell’orso gli permettono di percepire facilmente la presenza dell’uomo. Dopo questa doverosa prefazione eccoci arrivati all’argomento che più ci interessa: le armi e i calibri più adatti alla caccia all’orso. I cacciatori che si sono fatti scoprire nell’interno della Ceka, e che conseguentemente hanno causato l’immediata fuga dell’animale, nel novanta per cento dei casi sono stati traditi dal rumore provocato dalla loro carabina mentre prendevano la mira. Magari gli si era impigliata a qualcosa oppure la canna aveva urtato il soffitto della Ceka, il telaio della finestra o addirittura la sedia. Questo fatto non è tanto dovuto a movimenti maldestri, quanto alle dimensioni delle loro armi. Ho sperimentato di persona che differenza c’è tra il maneggiare all’interno di una Ceka una carabina Weatherby con canna lunga 660 mm e un Express con le canne corte da 550 millimetri. Tutti i guardiacaccia e i colleghi cacciatori che ho interpellato sono stati concordi con me nel ritenere che un’arma per pratica, deve essere corta, compatta e maneggevole e possibilmente con calciatura Stutzen fino alla bocca. Questa condizione escluderebbe subito a priori l’uso di calibri magnum che necessitano di canne lunghe da 610 a 660 millimetri e, viste le distanze di tiro, non se ne vede sinceramente la necessità. Cacciando tutta la grossa selvaggina europea, alce compreso, ho visto che i calibri “medi” dai sette agli 8 millimetri sono sempre stati all’altezza della situazione anche a distanze elevate, non dimentichiamo che un 7 Remington Magnum è in grado di abbattere un cervo pannonico anche oltre i trecento metri e una grossa alce entro i duecento. Riassumendo, per la caccia al plantigrado, che può superare i 350 chilogrammi, i calibri che molti cacciatori sia sportivi che professionisti apprezzano e consigliano sono nell’ordine: il 7 x 64 Brenneke, il 7 x 65 R, il 308 Winchester, il 30.06 Springfield, il .30 Blaser, l’8 x 57 JS – JRS, il 9,3 x 62 Mauser, il 9,3 x 74 R e nei calibri americani anche il 338 Winchester Magnum e il 35 Whelen. Poi ci sono i quattro grandissimi, come il 7 mm Remington Magnum, i 300 Winchester e Weatherby Magnum e l’intramontabile 8 x 68 Shuler. Tutti i suddetti calibri devono montare delle palle abbastanza dure e pesanti, non è il caso di scendere sotto i 160 grani per i 7 mm e i 180 per i 7,62 – 8 mm. Oggigiorno esistono delle munizioni tecnicamente perfette che sembrano create appositamente per questo tipo di caccia. Ottime come sempre sono: le Swift A – Frame, le Woodleigh, le Nosler Partition, le RWS Tug, KS e DK, Le Norma Oryx, Vulcan e Txp, le Blaser Cdp e tutte le monolitiche d’ultima generazione come Hasler e Fox Bullet. L’orso non è un grande incassatore e se ben colpito fa poca strada, ma ha una possente muscolatura e un’ossatura molto robusta. La palla adatta non deve essere eccessivamente veloce, ma deve avere una certa consistenza per garantire una giusta penetrazione. Per l’arma lascio ad ognuno libera scelta in base ai propri gusti, ma personalmente ritengo insuperabile l’Express, sia giustapposto sia sovrapposto, per gli ovvi motivi di maneggevolezza e velocità di replica. Tutte le carabine bolt action compatte o ad azione corta come le Mauser 66, le Blaser 850/88 - R 93 – R8 e le mitiche Stutzen vanno comunque molto bene. Ancora buoni sono i combinati e i drilling, molto apprezzati dai cacciatori del posto che, chissà perché, in caso di necessità si affidano molto alla pesante palla calibro 12 o 16 delle canne lisce o ad una scarica di grossi pallettoni. La taratura andrà verificata a 50 metri e prima d’intraprendere questa emozionantissima caccia è bene allenarsi a mirare di notte e verso il basso, visto che le altane sono sempre poste dai quattro ai dieci metri di altezza.
Il mio carissimo amico, pittore Naturalista trentino Giulio Tasca ha voluto festeggiare con me l’eccezionale cattura donandomi una sua opera!
E per chi volesse guardare anche il video….
https://www.youtube.com/watch?v=b2UYl7NAC5A&t=43s